È la cosiddetta Raw food ovvero dieta crudista, costituita per 2/3 da frutta e verdura cruda (anche secca ed essiccata), e per 1/3 da latticini, pesce e carne rigorosamente non cotti. La teoria su cui si basa è che la cottura distrugge preziosi enzimi energetici, e la digestione di alimenti crudi implica un maggiore dispendio calorico.

Il mio verdetto? Usate il buon senso!

Se è vero che le vitamine, essendo estremamente sensibili al calore, si conservano meglio negli alimenti crudi, va comunque riconosciuto alla cottura un ruolo importante nella disattivazione di sostanze indesiderate o pericolose come batteri, senza contare la maggior digeribilità di proteine e amidi.

Falsa, invece, la presunta “base scientifica” secondo cui un cibo crudo farebbe bruciare più calorie di quello cotto! Al limite, si tende a mangiare di meno, perché il crudo fa più volume e richiede una lunga masticazione.

In alcuni casi, non è vero neppure che la cottura distrugga i nutrienti: alcuni ortaggi, come pomodori e carote, con una leggera cottura rilasciano antiossidanti ancora più potenti (vedi betacarotene e licopene). Inoltre, puntare su tanta frutta secca/essiccata