Le voci hanno incominciato a girare quando il marito Kanye West si è presentato alle sfilate di New York da solo. Ma questo non è stato l’unico evento cui la regina dei reality ha dato forfait. Da quando Kim Kardashian è diventata mamma della piccola North West (mi astengo da ogni commento sulla scelta nome che, associato al cognome, ricorda le coordinate della bussola), non si era più fatta vedere in pubblico.

Il problema? 30 chili di troppo accumulati in gravidanza che, a differenza, di quanto è accaduto per altre star di Hollywood, non volevano proprio andarsene! Pare fosse proprio il marito ad averle suggerito “la reclusione” per evitare che la sua immagine potesse risentirne. La sua o quella della moglie?! Chissà. Di certo, è nota la passione del famoso rapper per la moda e l’apparenza. Pare che le critiche gossip legate all’evento del MOMA dove “Kim sembrava un divano a fiori” – parole testuali di una giornalista – lo abbiano fatto stare molto male!

La bella signora West si è dunque impegnata, passando dai 90 chili cui era arrivata ai 60 attuali, in due mesi. Il metodo scelto, lo ha rivelato lei stessa ai suoi fedeli follower “Sto seguendo la dieta Atkins e la amo”. Ma attenzione! Oltre alla dieta, Kim si è impegnata in un durissimo workout quotidiano presso il Barry’s Bootcamp – il fitness center famoso tra le star – dove alternava running, allenamenti di forza e cardio, seguiti da pilates per tonificare glutei e cosce.
Lo scopo? Bruciare 1000 calorie in 60 minuti.

Ma andiamo per ordine. Partiamo dalla dieta che ha scelto – la Atkins – ovvero la ‘madre’ di tutte le iperproteiche, creata negli anni Settanta da un cardiologo americano, tra i primi a demonizzare i carboidrati e a sostenere che sono i livelli altalenanti dell’insulina a innescare l’accumulo di grasso.

Nelle prime due settimane non bisogna superare i 20 g giornalieri di glucidi (permesse solo verdure come insalata, cetrioli, finocchi). Vietati pane, pasta, dolci, riso, legumi, patate, frutta, latte e yogurt. Via libera a pesce, carne, formaggio, uova e grassi (anche burro, panna e maionese). Nella seconda fase, si arriva a 40 g di glucidi al giorno, nella terza fase si possono inserire, in quantità limitata, frutta, pane o yogurt. Nella quarta si arriva a 60 g di carboidrati al giorno, reintroducendo pane, pasta & C. con gradualità.