Per ritrovare il buonumore le basta…un piatto di pasta!”

Ore 13.30. Finalmente l’ho scovata! Donatella è una donna sempre in movimento. Non c’è porto che lei non abbia visto, non c’è cibo che non abbia assaggiato. Per fortuna ci siamo incontrate su terra ferma e non in barca, altrimenti il mio mal di mare mi avrebbe messa ko! Sono proprio curiosa di conoscere meglio questa donna imperturbabile di fronte a beccheggio e rollio…

Con la vita che fai, riesci a mangiare come vorresti?

Magari! Quando registro le puntate, mangio quello che c’è: una spaghettata improvvisata, un panino al volo…dipende da dove siamo e quanto lavoro abbiamo da fare. La giornata inizia alle 5 quando, in albergo, non c’è nemmeno la possibilità di fare colazione, e il primo caffè della giornata è già una gioia! A cena, per fortuna posso rilassarmi. Adoro il pesce e non potrebbe essere altrimenti.

Pesce “pescato” o allevato?

Pesce di cattura, ovviamente, ma se proviene da allevamenti italiani di alta qualità, va bene lo stesso. Richiede solo un maggior impegno in cucina perché generalmente è meno saporito. Però, mi ricordo ancora il gusto di un’ombrina allevata ad Ansedonia…ancora più buona di quelle che vivono in mare aperto!

Non riesci mai a mangiare a casa?

Si certo! Ma anche qui la sveglia suona presto. Il tempo di un caffè, uno yogurt e una fetta biscottata, e alle 6.30 mi metto a cucinare il pranzo per mio figlio. Io invece, punto su un’insalatona mista con patate lesse e sapori mediterranei come olive, origano e capperi al posto del sale.

 Mi fai sbirciare nel tuo frigo?

Quale dei due? (ride). Uno è il mio preferito, quello “americano”: grande, con doppia anta. Contiene le scorte per la sopravvivenza in caso di guerra! E’ l’unico posto che tengo in perfetto ordine, sempre. Anche alle due di notte potrei mettermi a riorganizzarlo come piace a me! L’altro è più piccolo, ma anche qui ogni cibo è riposto nella zona di temperatura ideale e in modo che i cibi non si trasferiscano gli odori. Ci sono sempre acqua, vino bianco, formaggi, yogurt, affettati, sedano, carote, finocchi e pomodori.

 C’è un alimento che ti aiuta quando sei giù di morale?

Basta un piatto di spaghetti o tagliolini con pomodoro e basilico o una calamarata fatta a regola d’arte per farmi ritrovare subito il sorriso! E poi, se mi trovo davanti a un cannolo siciliano da mezzo chilo, potrei finirlo tutto!

 Che cos’è per te la buona tavola?

E’ quella legata al territorio, quell’insieme di profumi, sapori e tradizioni che arricchiscono il patrimonio culturale di un Paese. Il mio piacere è assaggiare cibi sempre nuovi e diversi, emozionandomi ogni volta.

 Svelami la tua passione culinaria e un tuo errore alimentare…

L’Italia vanta una carta dei formaggi eccezionale. Amo accompagnarli con qualche cucchiaino di composta come quella di pomodori verdi o di cipolle di Tropea. Il mio errore? Davanti al buon cibo non resisto e così capita che devo mettermi a dieta. A proposito, hai qualche suggerimento per me?!

I miei consigli

Frigorifero a posto!

E’ forse l’elettrodomestico che ci assomiglia di più: basta aprirlo e racconta tutto di noi. Non a caso è il fulcro di questa mia rubrica estiva!

Donatella fa la cosa giusta: non lo considera una semplice dispensa fredda in cui riporre gli alimenti in ordine sparso, ma utilizza correttamente ogni scomparto, sfruttando le zone a temperatura differente. Ecco dove andrebbero risposti i cibi:

  • Parte alta (0-3°C). Carni, pesce, uova e alimenti molto deperibili.
  • Parte media (4-5°C). Formaggi freschi, affettati, cibi cotti, yogurt, latte, vasetti aperti.
  • Parte bassa (7-8°C). Formaggi a pasta dura, salumi integri, succhi, frutta e verdura (se non ci sono gli appositi cassetti).
  • Nella porta (la parte meno fredda) è preferibile tenere solo le bibite.

Tutti i cibi vanno protetti da vaschette, preferibilmente di vetro, per conservarne l’umidità naturale, allontanare il rischio di contaminazioni batteriche ed evitare gli scambi di odori. I recipienti migliori sono bassi e larghi per permettere il raffreddamento più veloce.

Pesce allevato, sceglietelo con cura!

Se proviene da allevamenti in vasca, a terra e particolarmente intensivi, ha carni meno toniche e più grasse, mentre se arriva da gabbie galleggianti in mare aperto come per esempio in determinate aree di Liguria e Puglia, ha caratteristiche più simili al pescato. Per legge, non è obbligatorio fornire queste indicazioni, ma chi vende pesci di qualità ci tiene a evidenziarlo (un pescivendolo di fiducia, fa la differenza!).

Dal punto di vista nutrizionale, il pesce allevato ha più calorie rispetto alle varietà “libere”: l’orata allevata può arrivare a 160 calorie e l’8,5% di grassi contro le 120 e il 4% di quella pescata. Idem per il branzino: 150 calorie e il 7% di grassi per l’allevato contro 82 e 1,5% per il pescato.

L’acquacoltura sta diventando sempre più sostenibile, sia per l’utilizzo di mangimi più bilanciati, sia per il minor numero di pesci per metro cubo. La normativa a tutela di noi consumatori è molto restrittiva: pochi trattamenti e controlli severi.

Capperi al posto del sale

I capperi hanno solo 23 calorie per etto. Il loro sapore stuzzicante permette di non aggiungere sale alle ricette, con un vantaggio non da poco per la pressione sanguigna e la ritenzione idrica. La ricerca scientifica li promuove anche per le virtù benefiche: secondo i ricercatori dell’Università di Catania, aiutano a ridurre i sintomi causati dai più comuni allergeni (pollini, polvere e agenti chimici) e hanno un effetto protettivo sulle cartilagini. Non ultimo, sono l’alimento in assoluto più ricco di quercetina, un antiossidante naturale efficacissimo.

La pasta fa ritrovare il buonumore

La pasta ha un’azione diretta sul tono dell’umore perché favorisce la sintesi a livello cerebrale della serotonina, il neurotrasmettitore definito anche come “l’ormone della serenità” che controlla anche il senso di fame, il ritmo sonno-veglia e la soglia del dolore.