La sua merenda preferita è un panino al salame

Ore 11, 35 gradi all’ombra. Scatta il solito orario per la mia indagine alla scoperta delle abitudini alimentari dei volti più amati. Elenoire è in macchina, nel traffico. Momento non ideale, ma confido nella provvidenziale oasi di refrigerio dell’aria condizionata! E, in effetti, dopo qualche battuta sull’origine ligure che ci accomuna e ci rende ‘dipendenti’ dal pesto, il discorso prende subito la piega giusta: la passione per il cibo e il vino.

“La cucina è una cosa seria, richiede tempo e dedizione…non si può mangiar bene con i minuti contati!” mi dice.

Nata a Savona, cresciuta a Ferrara, papà piemontese, mamma metà emiliana e metà lombarda. Che cos’è per te la buona tavola?

Nel mio sangue scorrono diverse tradizioni culinarie che amo tutte. Nel mio DNA emiliano-romagnolo ci sono le tagliatelle di mia nonna. Erano talmente lunghe che dovevamo usare gli schienali delle sedie! E i cappelletti avevano tante uova da diventare arancioni. Su tutto regnava il ragù, cotto per ore. In Liguria, la cucina è meno elaborata ma gustosissima: acciughe ripiene, ravioli di borragine e bianchetti fritti sono piatti della mia infanzia che gusto con piacere quando vado a casa, a Spotorno. Insomma, mi piace tutto, purché sia buono!

Se ti sentissi parlare e non ti conoscessi, immaginerei una signora bella rotondetta. Come fai essere sempre così in forma?

Devo ringraziare il mio metabolismo! Mai fatto una dieta. Credo, però, che il segreto vero sia la scelta di cibi sani e di qualità che, soprattutto in Italia, non mancano. Questo mantra l’ho trasferito anche a Swami perché credo che insegnare ai figli a nutrirsi bene sia un regalo meraviglioso per il loro futuro. Non le ho neppure mai dato un omogeneizzato: ho sempre cucinato tutto io.

Dimmi qualcosa sulle tue abitudini, per esempio, la prima colazione. Non mi dire caffè e via…

Ma figurati! Fare colazione è il primo pensiero quando mi sveglio, e la vario molto. Adesso che c’è tanta frutta di stagione, non mancano albicocche, pesche, melone e ciliegie. C’è poi lo yogurt in cui metto di tutto: cereali, pinoli e uvetta. Altre volte mi faccio un toast e una spremuta oppure un frullato. A metà mattina c’è poi lo spuntino…

Vista l’ora, ti sto dunque impedendo di farlo! Dimmi cosa mangerai appena ci salutiamo.

Frutta fresca e secca come noci e nocciole ci sono sempre, ma se ho bisogno di più energia – magari quando fa più freddo – ci sta anche un bel pezzo di grana accompagnato da noci e chicchi d’uva.

Non mi dire che se sei così brava da fare anche lo spuntino nel pomeriggio?

Ma certo! Quando ho tanta fame, ci sta persino pane e salame. Il pane, però, deve essere un “signor” pane e il salame di qualità, magari proveniente dal triangolo Mantova, Brescia, Cremona.

Dopo il mistero del Triangolo delle Bermuda, ecco svelato il mistero del triangolo del salame! Rimangono pranzo e cena…

A pranzo adoro la pasta, mentre alla sera ci sono carne o pesce, preferibilmente “azzurro”. Immancabile, un ottimo vino. Pensa che nella costruzione della nuova casa, ho progettato subito una cantina!

I miei consigli

Colazione con un po’ di burro!

Elenoire è così in forma anche perché non salta la colazione. Il primo pasto del mattino è, infatti, quello che regola meglio i livelli di grelina, l’ormone responsabile del senso di fame durante la giornata. Gli studiosi del Wolfson Medical Center dell’Università di Tel Aviv hanno dimostrato che – a parità di calorie quotidiane – chi fa colazione dimagrisce del 28% in più di chi non la fa. Inoltre, dopo il lungo digiuno notturno, il cibo dà una sferzata al metabolismo che consente di bruciare zuccheri e calorie in tempo record.

L’importante è assumere, oltre ai carboidrati, anche proteine e grassi che rallentano l’assorbimento degli zuccheri, evitando il classico “buco allo stomaco” di fine mattinata. Ecco la combinazione ideale: pane con cereali integrali e semi, marmellata senza zuccheri aggiunti e sempre un velo di burro che – grazie ai suoi particolari grassi ‘a catena corta’, aumenta il senso di sazietà e fornisce energia senza mai trasformasi in adipe.

Dieta dissociata si, ma non per dimagrire

Elenoire, di fatto, segue una dieta “dissociata” ovvero carboidrati a pranzo, e proteine a cena. Molte persone pensano che serva a dimagrire, ma non c’è niente di più falso perché non tiene conto dell’indice glicemico. In realtà, l’unico vantaggio di questo modo di nutrirsi è agevolare la digestione.

I carboidrati e le proteine richiedono, infatti, un PH gastrico differente. Non associarli in un unico pasto, ottimizza i tempi digestivi e contrasta il senso di pesantezza che molti avvertono dopo aver mangiato. La dieta dissociata è, quindi, promossa per chi fa un lavoro che richiede un’alta efficienza fisica e mentale.

Due spuntini al giorno

Fare 2 spuntini al giorno è il segreto per tenere sotto controllo il peso perché, ogni volta che si mangia qualcosa, l’organismo consuma un tot di energia per la digestione. Secondo l’Imperial College di Londra, inoltre, spezzare la giornata con gli spuntini è anche il miglior sistema per stabilizzare la pressione sanguigna. Promossa la frutta secca: regala magnesio e vitamina B6 che alzano il tono dell’umore. Se siete sportivi, la regola dei 5 pasti al giorno è tassativa: aumenterete la sintesi proteica, a tutto vantaggio della tonicità.

Riscoprite il pesce azzurro!

La crisi economica sta facendo diminuire ulteriormente il consumo di pesce. Eppure, basterebbe un approccio più intelligente per portarlo in tavola spesso, spendendo poco. In Italia, su oltre 700 specie marine, solo il 10% viene commercializzato perché chiediamo solo orata, branzino, tonno e poco più.

Tra le varietà nostrane ci sono il sugarello, la lampuga, il muggine, il pesce spatola, lo zerro di cui, spesso, non si conosce neppure l’esistenza. Si tratta di ‘pesci dimenticati’ o meglio ancora ‘pesci non convenzionali’ che spesso vengono ributtati in mare perché non richiesti, generando così un grande spreco di risorse preziose. Chiedete al pescivendolo e sarà felice di accontentarvi!